Perche’ ci arrabbiamo

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Fonte: la mente e´meravigliosa . it

Dietro l’ira si nascondono le nostre paure

Esistono emozioni sgradevoli, come l’ira e la rabbia, che celano messaggi rivelatori. Queste emozioni rivelano una parte profonda della nostra anima: le paure che non siamo in grado di riconoscere ed accettare.

Perché non vogliamo riconoscere le nostre paure? Le trappole dei nostri pensieri ci spingono a cadere, più volte, nella rabbia, nell’ira e nel malessere. Finiamo così alla mercé dei nostri pensieri, poiché realizziamo un’analisi consapevole, ma superficiale, delle nostre paure.

Viviamo sotto una pressione sociale in cui le paure sono sinonimo di vulnerabilità e debolezza. Abbiamo questa convinzione che ci porta a sotterrare le nostre paure nel nostro subconscio. Le mascheriamo con attacchi di ira dinanzi a situazioni che sfuggono al nostro controllo, che fanno parte dei nostri timori maggiori.

È più facile farsi prendere dall’ira che riconoscere le proprie paure

Siamo più abituati a vedere le persone arrabbiarsi e farsi prendere dall’ira che in grado di riconoscere le proprie paure. Ci ostiniamo sull’ira, manifestandola verso noi stessi (producendo risposte psicosomatiche) oppure esternandola. Nel secondo caso, la proiettiamo verso gli altri basandoci sulla convinzione che è stata un’altra persona o una situazione che ci ha fatto provare tanta rabbia da trasformarla in ira.

Tuttavia, gestire l’ira non risulta semplice, anche se abbiamo maggiore familiarità con essa che con la paura. Si trova ad un livello più superficiale e per questo in essa si nascondono altri problemi, quelli con cui non abbiamo fatto i conti o che non siamo pronti ad affrontare.

Di certo avrete conosciuto persone sempre arrabbiate, come se questa ira fosse parte del loro carattere; tuttavia, dietro questo atteggiamento, vi sono molti motivi che lo alimentano. L’ira è solo la punta dell’iceberg, quella visibile. 

I nostri timori irrisolti si trasformano in ira e possiamo rimanere in questo stato per molto tempo se non siamo disposti ad analizzarne le radici.
ragazza arrabbiata con fumo che esce dalle orecchie

Quando reprimiamo la nostra rabbia

Quando la rabbia si presenta nelle nostre vite e non ne comprendiamo la causa, iniziamo a pensare di continuo all’accaduto, intellettualizziamo l’emozione e finiamo per vietarci di provare rabbia e dolore. 

Non comprendiamo certe reazioni iraconde, in molte occasioni le consideriamo sproporzionate, ingiustificate e senza senso. Tendiamo a giudicare quello che proviamo con la pretesa di rifiutarlo. Lo priviamo di valore e lo conserviamo nella nostra cantina interiore. Quel che è certo è che questo sentimento si presenta per un motivo ancora più profondo e, così facendo, ci priviamo della possibilità di comprendere e risolvere tale motivo.

La nostra solita tendenza è di separare la mente dalle emozioni, lasciando che sia la mente ad avere il compito di placare quello che proviamo, dimenticandoci del nostro corpo e dei nostri sentimenti.

“A volte siamo troppo testardi per ammettere che abbiamo delle necessità, perché nella nostra società  la necessità viene equiparata alla debolezza. Quando reprimiamo la nostra ira, essa è solita esprimersi sotto forma di sentimenti di depressione e di colpa.”
-Elisabeth Kübler-Ross-
donna libera che ha rotto le catene

Ci liberiamo dell’ira comprendendo le nostre paure

Abbiamo un repertorio di paure piuttosto vasto, le quali sono state alimentate fin dalla nostra infanzia, che vengono rafforzate dalla società ed ampliate dalla nostra mancanza di auto-conoscenza. No vi è dubbio sul fatto che i responsabili della risoluzione di queste paure siamo noi stessi.

Quando siamo capaci di responsabilizzarci delle nostre paure, siamo altrettanto capaci di non giudicarci per quello che proviamo e sentiamo. Quando avremo fatto nostro questo principio, non avremo più bisogno di colpevolizzarci, manipolarci e mentire. Rendendoci conto di non essere responsabili di quello che provano gli altri, ma solo di quello che proviamo noi.

Dietro a certe reazioni d’ira soggiace un timore specifico, del quale potrebbe rendersi conto facilmente qualsiasi persona esterna a noi, semplicemente cercando di vedere un po’ più in là dell’ira. 

I seguenti sono alcuni esempi che ci servono soprattutto per quando gli attacchi d’ira sono ricorrenti: arrabbiarsi perché qualcuno non arriva può indicare il timore di essere abbandonati; arrabbiarsi per qualcosa che ci hanno detto e non ci è piaciuto può indicare la nostra paura di non essere amati.

Le paure radicano in attacchi d’ira ricorrenti. L’ira riguarda un numero sempre maggiore di situazioni e ci convinciamo che la causa di tutto siano gli altri. Questo ci impedisce di esplorare le nostre paure e di farcene carico, privandoci, così, dell’opportunità di comprenderle e sanarle.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    Quando ero giovane mostravo spesso la mia rabbia e le mie esplosioni quasi di ira 😀 oggi evito proprio a fa vedere emozioni di quel genere, ma posso dire quello che sento sempre in una forma educata… ma evito discutere se uno/a ha l’intensione di istigarmi… meno rabbia si prova più serenità si porta dentro in se 😉

    buon weekend cara Cristina

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    1. CK ha detto:

      E’ una conquista che si ottiene con l’esperienza. La gestione delle energie emotive e’ tutt’altro che facile… ed e’ proprio nel quotidiano che ci si allena 😀 😀 Ciao Pif! 🙂

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      1. Rebecca Antolini ha detto:

        forse anche quando si matura si riflette di più 😉

        Liked by 1 persona

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