Un buon libro: “L’incantatore di pensieri”.

“…Anche ascoltando per un solo secondo il discorso di una persona, nonostante in quell’intervallo prestiamo attenzione per un decimo di secondo, per i restanti nove, i pensieri generati dagli stati d’animo e dalle interferenze del passato si ripeteranno in continuazione, facendo intorpidire e arruginire i cinque sensi. Se questo processo continua, in nove secondi perderemo il contatto con la reatà, il che vuol dire che, in un’ora, per ben cinquantaquattro secondi saremo assenti… Alla fine, quando da vecchi ricorderemo il passato, avremo come l’impressione che gli anni siano trascorsi in un batter d’occhio. Il pensiero è quindi come una punizione per essere assorti in fantasie che non sono direttamente collegate alla realtà in quanto tale, motivo per cui le sensazioni diventano inconsistenti e la nostra felicità viene lesa….”

“….La radice dalla quale derivano i discorsi secondo cui di recente il tempo trascorre veloce, che molti di noi fanno a mano a mano che invecchiano, non è altro che la perdita dei dati forniti dai cinque sensi della realtà a causa delle interferenze del pensiero che vengono preziosamente accumulate dal passato. Infine, quando le interferenze porteranno a completamento la vittoria sui sensi della realtà, rimbambiremo. A quel punto, saremo controllati esclusivamente dai dati del passato e non potremo più prendere coscienza della nuova realtà che ci si parerà davanti; anche vedendo i nostri nipoti infatti saremo convinti che siano i nostri figli…”

“… Alla base di questo processo c’è il principio per cui la realtà davanti agli occhi è troppo banale, mentre i pensieri negativi sono stimolanti. Per donare alla mente nuovi stimoli, il pensiero è programmato per muoversi con foga in direzione dei pensieri negativi. Questa “malattia del pensiero”, oltre a essere un disturbo che lo riguarda, un pò alla volta senza che ce ne accorgiamo, ci renderà “ignoranti” e ci farà rimbambire….”

“….Infine io chiamo Stupidità l’impulso energetico della mente che cerca altri stimoli, perchè annoiata da ciò che ha davanti agli occhi. Nonostante il nostro interlocutore stia parlando, la mente girovaga a vuoto ripetendosi di poter fare a meno di quei discorsi noiosi, fugge, fino a che nelle nostre orecchie non entra più nulla del suo discorso. Lo stato d’animo della Stupidità si chiama anche Ignoranza, che non significa essere poco colti o intelligenti. Vuol dire che non sappiamo in un dato istante come funzioni la consapevolezza all’interno del nostro corpo o che tipo di pensieri turbinino dentro di noi.

Tanto più dissipiamo le nostre energie a “pensare”, quanto più la vista, l’udito e il tatto tenderanno ad impigrirsi. Per il fatto di essere assorti in tanti pensieri dentro la nostra testa, trascureremo i sensi e, come risultato, mente e corpo andranno ognuno per proprio conto…..”

“…Alla fine, a forza di pensare esclusivamente con la testa, si accumuleranno dentro di noi solo concetti inutili e perderemo il contatto con la concretezza del mondo reale e il fusso della nostra consapevolezza. Lo Stato d’Animo dell’Ignoranza è responsabile della fuga della mente dalla concretezza del mondo reale verso i pensieri cerebrali. Quindi, una volta che avremo preso il “vizio di pensare”, anche nei momenti in cui non sarà necessario farlo, la nostra natura non potrà più sfuggire al vizio di sprofondare nei pensieri e sarà soggetta a isolarsi in essi….”

Tratto dal libro: L’incantatore di pensieri, di Ryunosuke Koike, Ed. Bis-

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Bloom2489 ha detto:

    Davvero interessanti questi passi, in particolare quello sulla negatività dei pensieri… è vero che spesso sembra che siano più stimolanti ma per il semplice fatto che siamo spinti a cambiare, ad evolverci solo davanti ad un ostacolo, a qualcosa che non va e senza cambiamento ed evoluzione la vita non ha senso… Il problema è quando il pensiero negativo resta fine a se stesso, improduttivo e diventa una trappola per la mente. Inoltre credo che il benessere derivi da un’equilibrio tra la percezione e l’attività della mente e non solo da una delle due…

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    1. CK ha detto:

      Si Bloom, anche io concordo con te quando dici che il benessere deriva dall’equilibrio della mente con la percezione, ma quanto sono rari questi momenti! Credo che i consigli che questo monaco ci dà siano per aiutarci a rimanere centrati nella realtà anche in momenti di stress, senza venire sballottati qua e là dai pensieri, che solitamente quando ti senti alienata, sono essenzialmente negativi o di preoccupazione. Il fatto è che questo tipo di pensieri ti impediscono, come in un circolo vizioso, di accorgerti che hai sempre una scelta. Ecco, fermarsi un attimo prima di cadere nel tunnel del pensiero negativo e dirsi: ehi, ma ho una scelta! non ti seguo, nossignore!…questo è già un notevole passo avanti :))

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      1. Bloom2489 ha detto:

        In effetti è così…! Da tenere a mente, allora 🙂

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  2. Ci potrebbero forse essere soluzioni a quelli che noi definiamo problemi?! Concordo che non sempre si può scegliere il proprio interlocutore… dipende situativamente… ma se si può optare per una scelta saggia, ecco che la cerchia si stringe. Cosa bisogna riuscire a fare? Tagliare. Lasciare andare. Come un saggio giardiniere utilizza le forbici nel giardino incolto dei suoi pensieri… ecco che ciò che definirei “bonzai” della spiritualità può assumere grande importanza per ognuno di noi. In fondo, cara Cristina, ci fuorvia il senso di “vuoto” che a volte creiamo quando “lasciamo andare” un qualcosa [o qualcuno] che ci siamo accorti non serviva più.
    Una pulizia minuziosa, interiore ed esteriore, che permette poi di focalizzare i nostri pensieri verso Lidi Piacevoli. Questo, è evidente, lo puoi fare per quanto concerne la tua vita privata… purtroppo sul lavoro ti ritrovi in situazioni che non puoi completamente modificare… anche se puoi cambiare il modo nel quale le percepisci!
    Sempre bello ritrovarti… serena settimana :-)claudine

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    1. CK ha detto:

      Ciao Claudine! Che piacere rileggerti 🙂 Non sempre si può tagliare, è vero. Diventa anche difficile percepire diversamente le situazioni, se queste toccano dei tasti emotivi sensibili… ma l’emotività è sempre collegata all’attività di pensiero. Sto leggendo questo libro con molta attenzione perchè vorrei davvero riuscire a distaccarmi anche dagli input più irritanti… a volte ci riesco, altre meno…comunque questo autore è una buona guida in questo senso 😉

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