Enrico (e il gattino)

Enrico in città è conosciuto per quella sua particolare andatura, dondolante e dinoccolata. Fin da piccolo non riesce a controllare bene i suoi movimenti, mette troppa enfasi nei gesti e troppa irruenza nel camminare.  Ciò gli ha sempre procurato tante piccole contusioni e gli ha fatto combinare disastri di ogni tipo: ancora oggi, poco più che ventenne, sbatte qua’ e la’ come una canna al vento della strada. A vederlo poi, sembra una comica: gomitate e spallate a destra e a manca, senza contare quella maledetta gamba che ogni tanto gli parte verso sinistra, provocando inevitabili sgambetti ai malcapitati che gli camminano in senso opposto: più di qualcuno purtroppo  cade!… Una volta un vecchio se lo sono portato via con l’ambulanza. Quando entra nei negozi e’ una tragedia. Molte volte si costringe a restare fuori per evitare il solito imbarazzo del “Mi scusi, raccolgo io.. Sa, non mi ero accorto della piramide dei barattoli di salsa”…

E’ inutile dire che di ragazze praticamente nemmeno l’ombra. Quale ragazza vorrebbe mai uscire con uno che, se e’ fortunata, le pesterà quasi sicuramente i piedi o le rovescerà addosso il bicchiere di birra? Anche nel lavoro, da quando ha preso il diploma, non ci è mai rimasto per più di qualche mese a causa di tutte le cose che è riuscito a rompere. La cosa strana e’ che il suo corpo sembra animarsi così esageratamente solo quando è fuori di casa. Di medici, fisiatra e specialisti ne ha visitati finora cosi’ tanti che il suo nome e’ conosciuto in tutti gli ambulatori cittadini. I medici sono concordi nell’affermare che lui e’ perfettamente normale: in tutti i vari esami che gli hanno fatto il corpo risponde in modo regolare e non ci sono lesioni o anomalie a carico del fisico ne’ dei nervi.

-Il tuo problema sta nella testa! – gli ripete sempre nonno Tino, mentre gli tocca ripetutamente il capo con quel suo bastone ossuto e scuro che usa per camminare.

Un giorno, stanco di tutto questo, Enrico decide di non uscire più. Per giorni e giorni si rinchiude nella sua stanza e non mette un piede fuori dalla porta, nemmeno nelle belle giornate di sole che gli piacciono tanto. Spegne il cellulare, si fa negare se qualche amico viene a cercarlo. Esce dalla sua camera da letto solo per mangiare, mugugnando qualche “si” o “boh” quando la madre gli chiede qualcosa.

Dopo qualche settimana incollato al pc  per dimenticare, oppure  sdraiato nel letto con gli occhi sbarrati a fissare il soffitto, la  sofferenza interiore si fa cosi’ intensa da gettarlo in un profondo sconforto.

-A che serve vivere così? – Questa è la prima di tutta una serie di domande che comincia a farsi. Il dolore per questa sua incapacità di controllarsi che l’ha portato a rinchiudersi dentro casa lo sta facendo scivolare nel tunnel della depressione. Schiacciato dai suoi pensieri, ad un certo punto si sente soffocare. Da troppi giorni è chiuso tra quattro mura… Si alza dal letto, va alla finestra: giù in cortile c’è un gatto, avrà si e no quattro mesi. Il gattino rincorre in cerchio la sua coda e attacca nemici invisibili, rovesciando ogni cosa nei paraggi! Si diverte come un matto e fa divertire chiunque si fermi a guardare il suo spettacolino.

-Questo qui rovescia tutto, eppure guarda come si diverte! Non deve subire il giudizio della gente, come me…. – pensa tra sé e sé mentre ritorna a letto.   Si sdraia nuovamente a pancia all’aria, pronto a riprendere il filo di tutte le sue tristi convinzioni e… una lucina entra nella sua mente.  Quel piccolo gattino con i suoi giochi così semplici è riuscito a spezzare il circolo vizioso dei pensieri. Ora le risposte che cerca sono altrove, nella vita.  D’un tratto si ricorda di nonno Tino e di tutte quelle volte che agitava il bastone in aria, canticchiando la Traviata o il Rigoletto, secondo quello che gli veniva in mente e si divertiva tantissimo, anche se a guardarlo sembrava un matto!

Enrico ora sorride. Si e’ accorto che anche lui, in fondo, canticchia a modo suo. Lo fa con tutto il corpo mentre si muove perché,  al pari di nonno Tino, ha una specie di canzoncina dentro, una canzoncina molto importante, che il suo corpo esprime con gesti ampi e svolazzanti. A volte incontrollabili, certo. Pero’ al posto del bastone, lui usa braccia e gambe….e la grande voglia di vivere e’ la stessa.

                                                                                                                                             

                                                                                                                                              C. Khay

mafai col gatto

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21 commenti Aggiungi il tuo

  1. in fondo al cuore ha detto:

    Davvero bello! Buon fine settimana!

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    1. CK ha detto:

      Grazie! Uno splendido W.E. anche per te e i tuoi 🙂

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  2. ili6 ha detto:

    racconto delizioso e profondo che ci fa riflettere su come affrontare le difficoltà : a testa alta e trovando risorse che abbiamo ma che non sapevamo di possedere.
    Sereno weekend,ciao

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    1. CK ha detto:

      Grazie Eli, noi siamo sempre più importanti di ogni nostra piccola difficoltà 🙂 Buon F.S. ( che sta per : Fine Settimana 😀 ) anche a te!

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  3. ili6 ha detto:

    🙂 pensavo mi stessi augurando buone Ferrovie dello Stato 🙂 🙂
    ti inserisco nel blogroll così non ti perdo di vista. Ciao

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    1. CK ha detto:

      Per questo specifico sempre 😀 Ciao!

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  4. Lilla ... ha detto:

    Che bel racconto!! 🙂
    Dentro di noi abbiamo tutte le risposte … Peccato che, a volte, non ci fidiamo delle nostre risposte e cerchiamo conferme fuori … Ma siamo talmente sfiduciati che, anche quando arrivano, non ci crediamo … Alla fine, tutto torna da dove inizia: la nostra testa … Ed è allora che, se siamo fortunati, iniziamo a trovare le conferme che ci aiutano ad uscire fuori dal tunnel … 🙂
    Buon week end!

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    1. CK ha detto:

      Grazie, anche a te, buon F.S.! ( che sta per Fine Settimana :D)

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  5. orofiorentino ha detto:

    Un racconto davvero molto bello, pieno di punti per riflettere e moltomolto tenero. Grazie cara, sei bravisisma

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    1. CK ha detto:

      Felice che ti sia piaciuto 🙂

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  6. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Molto bello questo racconto, ma la mia riflessione e rivolto al essere umano in generale. Che cose’è per noi normale? Perchè non accettiamo la diversità? Perchè ci vuole sempre una conferma da un medico? Ma che cos’è normale? Ecco siamo noi a stabilre quello che vogliamo, Enrico fa parte della società, e non certo aspetta a noi a giudicarlo o escluderlo, per forza la gente va in depressione perchè non c’è mai posto per uno normale al suo modo.. Pif

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    1. CK ha detto:

      E’ proprio questo il succo del racconto. Abbiamo sempre tanti giudizi in testa, di ogni tipo 🙂 Buongiorno Rebecca 🙂

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      1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

        Mi fa piacere che il mio pensiero ti ha pèiachiutto, scusa per il mio italiano, ma la mia lingua materna e tedesco… Pif

        buona giornata anche a te 😉

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      2. CK ha detto:

        Allora lo parli benissimo! Io sono in germania da due mesi e sto iimparando ora la tua lingua… con un po’ di pazienza spero tra un anno di parlarla almeno un po’ 🙂

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      3. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

        Dove sei in germania?

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  7. CK ha detto:

    A Francoforte ed è una città che mi piace moltissimo, mi pento solo di non esserci venuta prima 🙂

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  8. Claudia ha detto:

    Enrico mi somiglia un po’ ehhehe, anch’io sbatto ovunque e faccio cadere le cose.
    Ah, triste destino degli imbranati ahhaah.
    Claudia

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    1. CK ha detto:

      Claudia 😀 allora sei piena di vita! 😀

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  9. CK ha detto:

    L’ha ribloggato su La vita e' un fioree ha commentato:

    🙂

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