A copiare…

A copiare la fatica altrui e a farla passare per propria si fa sempre male, in ogni caso. Parlo dei furti letterari tra famosi, tra conosciuti e meno conosciuti e anche tra completi sconosciuti. É una questione di rispetto. Il copyright dell’opera  altro non é che il riconoscimento del proprio lavoro, del proprio acume, senza alcuna boria o arroganza di titolo. E’ semplice verità. Come può la verità essere arrogante?  D’altro canto, l’abbiamo imparato fin dai banchi di scuola che copiare, alla lunga, non paga….   Oggi do inizio ad una serie di raccontini semplici, se vi piacciono portateli nel vostro blog oppure li potete stampare per raccontarli ai vostri bambini, ovviamente quelli più adatti a loro !

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” I compiti per casa”

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Dal balcone, la vedo camminare sotto casa. Passo spedito e disinvolto, borsa a tracolla allungata fino alle ginocchia. Tutte le mattine alle 7 e 45 va di fretta verso la fermata della metro, in 20 minuti é davanti al portone della scuola.
– Ciao, hai portato i compiti di inglese? Non sono riuscita a farli, ieri avevo pallavolo.
La compagna fruga nella borsa, bofonchiando un Si.
– Eccoli. Nicole, ma tu i compiti per casa non li fai mai?
– Ci provo, davvero. Ho sempre un sacco di cose da fare, lo sport, gli amici, Lorenzo… e poi anche la mamma dice che la scuola serve solo per il pezzo di carta.
– Ma non puoi sempre copiare i miei. Così copi anche i miei errori, alla fine la prof se ne accorge e dà una nota a tutte e due.
– Figurati se quella lì mi controlla i compiti! É già schizzata per conto suo, hai visto che ci sono giorni che nemmeno ha voglia di fare lezione… Ci fa tradurre testi per tutta l’ora e lei se ne sta a fissare fuori dalla finestra con gli occhi fissi come una statua… A volte mi spaventa.
– Avrà i suoi problemi. Ne avrai anche tu quando smetto di passarti i compiti, ti avviso, eh?
La campanella suona e tutti i ragazzi entrano nel grande portone della scuola, le ore di lezione iniziano anche oggi. Laura e Nicole entrano in classe e prendono posto l’una accanto all’altra. Il brusio generale si acquieta di colpo quando sulla porta aperta appare un professore.
– Buongiorno ragazzi. Oggi vi farò lezione di supplenza.
– Scusi, la prof di inglese é malata? – chiede qualcuno in fondo, alzando la mano.
– No, ha il bambino piccolo che sta molto male, credo che starà a casa per un bel pò di tempo.
– Ah. Vuol dire che lei resterà con noi fino a Natale? – chiede la stessa voce dal fondo, chiaramente la più intraprendente.
– Presumo di sì, se non mi fate scappare prima.
La classe scoppia in una sonora risata. É facile far ridere una classe costretta su una sedia per tante ore. Ogni scusa é buona per liberare l’energia.
– A che punto siete arrivati?
– Al capitolo tre , prof.  Stiamo imparando i verbi irregolari.
– Ah, bene. Avevate compiti per casa?
– Si, dovevamo ricopiare tutti i verbi dal libro e impararli a memoria.
– Bene, bene. Vediamo un po’… chi me li racconta? Apriamo il registro… Chi di voi si chiama Nicole?

C.Khay

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. in fondo al cuore ha detto:

    e già……se si vogliono evitare brutte figure meglio non farsi trovare impreparati! 🙂

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  2. Claudio Torchio ha detto:

    Come si sarà sentita Nicole in quel momento? Ma se lo meritava 😀

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    1. CK ha detto:

      Eh si, se non altro perché non li faceva mai 😀 Benvenuto 🙂

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  3. Lilla ... ha detto:

    Per la serie “la fortuna e cieca, ma la sfiga ci vede benissimo … Speriamo le sia servito di lezione!! 🙂

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